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Ricerca


L’ATC è nata dall’esigenza di approfondire fattivamente, anche nel mondo cognitivista, le prospettive ed i risvolti in campo psicologico e psicoterapeutico generate dall’irrompere nel panorama scientifico del costruttivismo e della teoria della complessità. Il pensiero costruttivista sta provocando quello che ci appare come un mutamento paradigmatico che si ripercuote sullo studio della psicologia ridisegnandola come scienza della cognizione. Al centro dell’indagine non è più posto il mondo da conoscere ma l’organismo biologico inteso come costruttore di mondi possibili (il “multiverso di Maturana e Varela) da cui derivano altrettanti vissuti esperienziali in un’ottica che mette definitivamente da parte qualsiasi dualismo mente-corpo o natura-cultura. La psicologia che si muove in quest’ottica necessita dell’apporto di altri campi della conoscenza quali: l’antropologia, la linguistica, le neuroscienze, la filosofia…Lo scopo di questo confronto è delineare un modello il più possibile integrato mantenendo il rispetto dei diversi domini di conoscenza. Il tentativo è quello di costruire un modello epistemologico (nel solco dell’epistemologia evolutiva e dell’epistemologia genetica di Jean Piaget) che funga da base per la psicopatologia esplicativa e gli interventi clinici. In questo modello lo sviluppo individuale è preso come trait d’union per integrare dati provenienti dalla ricerca sull’intersoggettività e sulla regolazione emotiva, dalla teoria dell’attaccamento, dall’infant research, dalla teoria della mente e dagli studi sull’identità narrativa. L’attenzione alla ricerca clinica si rivolge inoltre verso i potenziali sviluppi del costruttivismo che si configura come una metateoria che può contribuire ad ulteriori sviluppi in campo psicoterapico, in primis l’orientamento sistemico con la sua applicazione alla famiglia, alle coppie ed ai gruppi, ma anche a settori più specifici come la psicosomatica, la sessuologia, la psicologia dell’educazione.